lunedì 25 settembre 2017

Recensione: Wonder

Titolo: Wonder
Autore: R.J. Palacio
Pagine: 288
Prezzo di copertina: 12 euro
Editore: Giunti
È la storia di Auggie, nato con una tremenda deformazione facciale, che, dopo anni passati protetto dalla sua famiglia per la prima volta affronta il mondo della scuola. Come sarà accettato dai compagni? Dagli insegnanti? Chi si siederà di fianco a lui nella mensa? Chi lo guarderà dritto negli occhi? E chi lo scruterà di nascosto facendo battute? Chi farà di tutto per non essere seduto vicino a lui? Chi sarà suo amico? Un protagonista sfortunato ma tenace, una famiglia meravigliosa, degli amici veri aiuteranno Augustus durante l'anno scolastico che finirà in modo trionfante per lui. Il racconto di un bambino che trova il suo ruolo nel mondo. Il libro è diviso in otto parti, ciascuna raccontata da un personaggio e introdotta da una canzone (o da una citazione) che gli fa da sfondo e da colonna sonora, creando una polifonia di suoni, sentimenti ed emozioni.

August è un ragazzino di undici anni condannato a vivere con una grave malformazione facciale: i suoi lineamenti non sono quelli standard, piuttosto potrebbe assomigliare ad una bizzarra maschera di carnevale realizzata per attirare gli sguardi disgustati e divertiti dei passanti.
E’ il bersaglio delle cattiverie degli immaturi studenti di una scuola media: in realtà sono questi ultimi che si rivelano disumani perché August ha ciò che rende qualcuno una persona: un cuore così grande che cosparge la storia di una tenerezza infinita.  Ed infatti lui si sente perfettamente normale perché le sue giornate sono quelle tipiche dei suoi coetanei: un gustoso gelato al pomeriggio, una partita all’ X-Box dopo lo studio e un pallone per trascorrere ore di spensieratezza. Ciò che lo rende diverso è l’opinione degli altri, di un mondo ipocrita che si ferma al velo delle apparenze.
 
Il primo giorno di scuola è difficile per tutti ma dopo questo libro ho capito che per me una nuova esperienza non potrebbe mai così traumatica al primo impatto. Wonder così diventa una bilancia, grazie alla quale riesci a dare il giusto peso a quello che accade: quante volte una tragedia è soltanto una nostra creazione mentale? Quanti di noi tendono ad esagerare in negativo?
Una storia che ricorda il meraviglioso Noi siamo infinito, con questo senso di inadeguatezza che però non tiene in considerazione il fatto che non tutti sono lì, con uno sguardo malizioso, pronte a prenderti in giro alla prima occhiata. Insegna che alcune sono benevole, sanno che farsi un amico è molto meglio che essere temuti. 
La maggior parte della narrazione è fatta da parte del protagonista, ma c’è anche un capitolo per ognuno dei personaggi, così da comprendere davvero il loro pensiero che se no arriverebbe a noi sempre filtrato dal punto di vista di August. Ognuno ci offre un breve ritratto di questo ragazzino così forte e con cui Madre Natura non è stata affatto clemente.
 
Wonder è un romanzo sorprendente, che ha come nuclei centrali compassione, coraggio, autoironia… Un piccolo scrigno che contiene una rielaborazione della celebre frase de Il piccolo principe: Non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi.  Non giudicare al primo sguardo, non fermarsi alle apparenze perché magari non conosciamo quella dura battaglia che si nasconde nel profondo della persona.
The only reason I’m not ordinary is that no one else sees me that way

Everyone in the world should get a standing ovation at least once in their life beacuse we all overcometh the world
Voto:

2 commenti:

  1. Anche a me era piaciuto moltissimo. Forse a tratti è perfino un po' buonista, ma non ho potuto fare a meno di affezionarmi al protagonista.

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  2. Ciao, sono una nuova follower! Wonder è nella mia TBR da secoli, ma ancora non sono riuscita a leggerlo!
    Se vuoi passare a dare un'occhiata nel mio blog, mi trovi qui: http://storiedipagine.blogspot.it

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